THERE’S A STARMAN WAITING IN THE SKY

Qui a My_Sailor_Mood ci siamo bevute il cervello. Ci siamo proiettate tra le stelle, abbiamo galleggiato nelle galassie. Il risultato è stata un’idea scintillante come un astro nascente: qui, in questo blog, abbiamo iniziato a creare. Dopo esserci chieste se sia nato prima l’uovo o la gallina, abbiamo capito che in realtà non ci interessa, perchè nel futuro ci saranno comunque uova e galline, a prescindere da quale dei due venga prima. E’ quindi con orgoglio che vi presentiamo l’inizio di una nuova era, un’era fatta di galline, ma soprattutto di uova: ecco a voi la Eggs Era! Il simbolo del futuro è il più primordiale di tutti: l’uovo. E a presentarvelo ci sono le vostre due galline preferite. Godetevi il design made in My_Sailor_Mood, godetevi questo post a dir poco stellare, godetevi il nostro innovativo Eggs Era Dress!

Models: Paola & Ederake / Makeup: Ederake / Photography: Paola & Ederake / Postproduction: Ederake

Abiti: minidress a stampa grafica EGGS ERA DRESS BY MY SAILOR MOOD; leggins United Colors of Benetton; cappello a cilindro vintage.

Here at My_Sailor_Mood we’ve blown our minds. We travelled through the stars, floating in the galaxy. The result was an idea, sparkling as a shooting star: we started to create. We asked ourselves if eggs were born before the chicks were born, but actually we don’t care because there will be as eggs as chicks in the future, no matter which one is born before. So we are glad to introduce you a new era’s beginning, an era made of chicks and eggs as well: the Eggs Era! Eggs are the future and let two smart chicks introduce you this beautiful symbol. Enjoy design made in My_Sailor_Mood, enjoy this starry post, enjoy our brand new Eggs Era Dress!

Models: Paola & Ederake / Makeup: Ederake / Photography: Paola & Ederake / Postproduction: Ederake

Wearing: graphic print minidress EGGS ERA DRESS BY MY SAILOR MOOD; leggins United Colors of Benetton; vintage hat.

SWEDISH DO IT BETTER

 

 

 

 

 

 

 

Pianificando un ipotetico futuro viaggio verso mete nordiche, mi sono chiesta perché. Mi spiego meglio: cosa spinge la mia voglia di esplorazione così a nord? Nel macchinoso lavorio del mio cervello, che cercava di darmi una risposta, mi sono ritrovata a ripercorrere nostalgicamente le strade di Stoccolma. La risposta è arrivata da sola: design. Non c’è niente da fare, i nordici ci sanno fare. Per i colori, per le forme, per i concetti: loro ci sanno fare molto più di noi. Certo, il made in Italy è decantato come il top del top, ma pensate un attimo alla linearità, alla funzionalità, alla praticità, e soprattutto al prezzo del design nordico: vi devo per caso ricordare le paroline Ikea e H&M?! Ecco, sono la riprova che gli svedesi il design lo hanno nel sangue: prezzi di basso livello, design di alto livello. Certo, le rifiniture, le cuciture e la qualità dei materiali non sarà al pari di un Giorgio Armani, ma ehi, hai quello che paghi, neanche gli svedesi fanno i miracoli! Però è interessante il fatto che anche se si tratti di un oggetto di relativa durabilità e relativo valore, loro ce la mettano tutta per trovare un concept interessante e un disegno accattivante.  E ci riescono ovviamente meglio di noi. A questo proposito, mi viene in mente un brand veramente degno di nota, scoperto proprio nelle strade di Stoccolma, precisamente in Götgatan numero 25 (ammetto, Google mi è venuto in aiuto!), ma presente anche in piccoli spot nei centri commerciali della città, che ha adottato una formula decisamente vincente: loro disegnano semplicemente fantasie su tessuti, plastificati e non, che vendono al metro nel loro negozio e con essi realizzano semplicissimi oggetti e accessori per la vita di tutti i giorni. Sono i 10 Swedish Designers, detti anche Tio Gruppen, un collettivo di dieci bravissimi designers svedesi (ma dai?!) che realizzano dei veri must have per gli hipster di tutto il mondo. Ovviamente una volta lì non ho potuto fare a meno di acquistare un piccolo oggettino, ma non vi nascondo che avrei volentieri comprato l’intero negozio, compresi i rotoloni di tessuto (nel caso in cui avessi voluto rivestire l’intera casa con fantasie colorate, non si sa mai!). Quindi se capitate nei pressi della stupenda capitale nordica (che vi invito a visitare per la sua incredibile storia, per l’atmosfera, per l’architettura –pullula di Asplund e Aalto- e anche per l’ottimo cibo), non fatevi mancare un giretto in questo piccolissimo negozio dall’immenso potenziale. Se volessimo poi aggiungere un ulteriore punto a favore di questo bellissimo e biondissimo popolo, potremmo parlare di musica, ma magari lo faremo in un futuro post, vi dico solo che non mi meraviglierei se mi dicessero che l’elettronica l’hanno inventata loro, perché, in questo campo sono dei geni. Ma questa è un’altra storia e si dovrà raccontare un’altra volta. (citazione letteraria, vediamo se indovinate di chi – non è svedese!)

Looking forward I was planning an eventual trip in North of Europe, and I’m wadering why. I mean: why would I totally love to go there? While my brain’s working on the answer, my imagination was taking me in the streets of Stockholm. So I realized that the answer was: design. No way, Swedish do it better. Colors, shapes, concepts: they’re better than us. Ok, made in Italy is considered on the top of the tops, but think at the minimalism, functionality, and at the price of the Nordic design: do I have to remind you the words Ikea and H&M?! Those brands are the proof that Swedish have got design under their skin: low cost, high quality of design. Ok, finishes and materials are not as fine as Giorgio Armani’s, but well, you’ll have what you pay for, neither Swedish people do miracles! But I find it interesting that they try to do their best to find a perfect concept and a good design, even if these objects are not so valuable and durative. And they succeed better than we do. About this, I want to talk about a very awesome brand that I found in the streets of Stockholm, at the 25th of Götgatan to be precise (I admit, Google helped me!), but you can also find it in some shopping centers of the city. They had a very good and simple idea: they create pattern fabrics, plasticized or not, sell them by meters in their shop and designed some ordinary accessories made with it. They’re called 10 Swedish Designers, or Tio Gruppen, and are a group of ten able Swedish designers (really?!) that create proper must haves for hipsters all around the world. Of course, I didn’t resist and I bought a little object, but I wanted to buy the whole shop, fabric’s rolls included (in case I want to cover all my house’s sourface!). So, if you’re around don’t miss to visit Stockholm (for her magical history, atmosphere, architecture – Asplund and Aalto all around- and food too!) and this little amazing shop. But those amazing and super-blonde people are so good in music too (we may talk about it in a future post): did they invent electronic music? Because they’re the best at it! But that is another story and shall be told another time. (literature’s quotation, guess who is by – he’s not Swedish!)

 

 

 

 

 

THESE PURSES WILL LOOK AFTER YOU

Tornare a casa da sole? Frequentare luoghi pericolosi? Da oggi, ragazze, potete farlo in tutta tranquillità e senza rinunciare al vostro impareggiabile stile. C’è un nuovo angelo custode che vi protegge: una borsa. No, non sto parlando del contenuto della borsa, ma della borsa in se per se. La Vlieger & Vandam, ha infatti disegnato una linea di borse un tantino “intimidatorie”: la serie Guardian Angel comprende, infatti, pochette, borse e maxibag in pelle o lana cotta colorata che sembrano contenere coltelli e rivoltelle. E’ la geniale idea di Carolien Vlieger e Hein van Dam, finte armi nelle borse per sembrare più toste, ironiche, cattive, come meglio preferite. In ogni caso queste borse sono diventate il nostro personale oggetto del desiderio. Certo, il prezzo non è proprio irrisorio (la linea va dai 215 ai 280 euro), in Italia sono un po’ introvabili (le torvate solo da Super*fly Deluxe), ma per un oggetto che è anche esposto in via permanente al MoMa di New York, ci sembra il minimo. E poi comprare una vera pistola, suppongo vi costi molta più fatica: per una Vlieger & Vandam non serve neanche il porto d’armi!

Coming back home alone? Walking through dangerous places? Girls, today you can do it safely and in your own fashion style. There’s a new guardian angel looking after you: a bag. No, not something inside the bag, but the bag itself. Vlieger & Vandam designed an acccessories collection a little bit “intimidatory”: in the Guardian Angel collection  you can find leather or embossed wool pochettes, bags and maxibags that seem to contain knives and guns. It’s an ingenious idea by Carolien Vlieger and Hein van Dam: fake weapons inside your bag for you to look bad, ironic, mean or whatever. However these bags definitely are in our wish list. Well, they’re not so cheap (from 215 to 280 euros), they’re really hard to find in Italy (they’re only here Super*fly Deluxe), but we’re talking about an object that is in the MoMa’s permanent collection, so it’s more than fair. And buying an actual gun is harder: you don’t need a gun license to carry your Vlieger & Vandame purse!

BAFFO è BELLO

L’ultima bizzarra moda che ovviamente mi ha contagiata meglio del peggior virus di stagione è quella dei baffi. Personalmente ho sempre subito il fascino del bel baffone alla francese su un bel viso maschile, ma mai avrei pensato di desiderarne uno per me. Fino ad ora: in un negozio Accessorize, ho trovato una confezione di simpaticissimi baffi finti di tutte le forge, per assomigliare a tutti i celebri baffoni della storia. Da quel giorno una piccola idea si è pan piano radicata in me: baffo è bello. E ho iniziato a cercare baffi ovunque, scoprendo, con piacevole sorpresa, che questa bizzarra moda aveva contagiato un sacco di designer. Oggetti di ogni tipo recanti baffi più o meno stilizzati. Per non parlare dei baffi finti da portare come accessorio, cosa che tra le star americane ha avuto un seguito significativo. Insomma il detto “donna baffuta sempre piaciuta” deve essere letteralmente riscoperto, perché mai come ora, la donna appare bellissima con un bel paio di baffoni.

 The new trend that has soon infected me better than a seasonal virus, is the moustache trend. Big French-style moustache always fascinated me, but, of course, on a beautiful man’s face. I’ve never thought to grow moustache on my own face. Since now: inside an Accesorize shop, I found a nice kit with a lot of different shaped fake moustache that will turn you into all the most famous moustached men in history. That day I had an idea: moustache rules. So I started looking for moustache everywhere, and I figured out that designers already do love moustache: several kinds of objects with stylized moustache on them are everywhere. Also fake moustaches as woman’s accessories are a must, followed by a lot of American female stars. Well someone said that “moustached ladies always admired through the ages”, by now is absolutely true, because  by now ladies look beautiful with hairy huge moustache.

 

Ed eccomi con la baffite acuta…

Here I am with the moustache-infection…

Visitate questo sito!!! http://www.papermoustache.com/

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THE MAN WHO WHISPERS TO STONE

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Cosa starà mai facendo quest’uomo con delle pietre in mano  e con lo sguardo che accarezza blocchi in marmo?

Bene, vi svelo che quest’uomo si chiama Vito Maiullari, è un artista Altamurano  che conduce vita bucolica sulla Murgia, che parla alle pietre, e che,udite udite , è in grado di farle parlare col suono che sprigionano al tocco della sua mano.

What is this man doing, with stones in his hands and eyes caressing marble blocks?

Well,let me tell you that he’s Vito Maiullari, an artist living in Altamura that leads a bucolic life on Murgia landscape, that whispers to stones,and, hear carefully,he’s able to make stone speaking with the sound they release at the artist’s touch.

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Le sue opere sono pietre parlanti. In “vuoto di memoria”, un lungo blocco in marmo scavato all’interno, accostandosi alle estremità e parlando, il suono giunge perfettamente limpido :la materia,secondo Vito, conserva il tempo e questa la memoria. Sottraendo una parte di pietra, ne portiamo via anche tempo e memoria: sta a noi colmarle il vuoto con le nostre voci!

His operas can talk. In “empty of memory”,a  long marble stock dug inside,approaching next to the extremities and speaking,the sound cames perfectly on the other side: the material,according to Vito,keeps alive time and memory. Taking away part of it, we also remove time and memory: it must be us to fill in the empty with our voices !Image

La “pecora poltrona” è l’emblema della crisi dell’imbottito che oggi colpisce il triangolo del salotto : Vito ha nobilitato la pecora, l’animale per eccellenza della Murgia, dove il salotto ha sfondato, e dove rischia di perire, e la veste dei colori del mondo, della politica,dei giornali per dare un segnale di ricrescita.

The “sheep chair” is the symbol of sofa business crisis that hits the sofa triangle in South of Italy:  Vito has dignified the sheep, the animal par excellence on Murgia, where sofa companies famed and where they risk to die,and dresses it with the  colors of the world,politic,papers to give a sign of rise.

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Il nostro artista è un visionario vero e proprio: gioca con le parole ( l’opera Sasso-Sesso), accosta materiali improbabilmente compatibili, e soprattutto ritiene che il bello si possa percepire anche in ciò che,secondo il sentire comune, può generare ribrezzo. Vito è tutto questo: contraddizione, luci,ombre, e la voglia di “sentire” la pietra. Se sono riuscita a entusiasmarvi,come lui fa con me ogni volta che vado a trovarlo in laboratorio, non potrete non amarlo. E se vi capita di passare da queste parti,andate a trovarlo,lui ne sarebbe lieto: me ne accorgo dalla luce che ha negli occhi quando mi parla delle sue opere. La stessa luce del sole che scintilla sul suo marmo.

Our artist is a visionary:he plays with words (the opera Stone-Sex), combines  materials difficult to match together,and most important,he believes that beauty can be felt even in things that,according to common sense, are awful. This is Vito: contradiction, lights, shadows and the will of “feeling” stone. If I’ve thrilled you, as he does with me every time I visit his laboratory,you’ll love him. And if you’re here in Altamura, come visiting him,he would be happy:I understand  from the lights in his eyes when He talks about his operas. The same sunlight that brights on his murble.