YOU DON’T NEED LSD

Inspirational.

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All the images are by Ederake / Model: Mary

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NONSENSE MAKES SENSE

Vi piace il nostro nuovo look?

In questo post abbiamo deciso di mostrarvi alcune cose che in questo periodo ci stanno particolarmente ispirando. E’ un post un po’ senza senso. E’ un input. Poi la storia ve la scrivete voi. Iniziamo da questo video:

Do you like our new look?

This is a post about our latest inspiring discoveries. Maybe it’s a nonsense post. It’s just an input. You’ll write your own story. Let’s start from this video:

Si tratta della sfilata Burberry Prorsum Womenswear Spring/Summer 2013. Ora premettendo che sì, la collezione è interessante, ma a tratti noiosetta, quello che più ci ha colpite sono sicuramente i tessuti metallici e lucidi (un po’ meno i colori…), le rouches scolpite e i tagli quasi “architettonici” delle spalle e delle maniche. Ma ancor di più, saremo sincere, ci ha colpito lo show in sè. E’ inutile negare che alla visione dello skylight di Londra immersa nel crepuscolo, il cuore ha palpitato. E quando “Another love” di Tom Odell ha timidamento iniziato a risuonare ci è quasi scesa una lacrimuccia. Poi, quando la struttura vetrata ha iniziato a schiudersi come un fiore, rivelando di essere immersa nel verde, abbiamo deciso di proclamare quello di Burberry il miglior fashion show di questa London Fashion Week.

It’s the Burberry Prorsum Womenswear Spring/Summer 2013 Fashion Show. Ok, the collection is pretty interesting, but a little bit boring too. We appreciated the metal fabrics (not the colors…), the sculpted rouches and the “architectural” shapes. But what we’ve loved most is the show itself. London’s skylight in the twilight made our hearts beat. Then, when we the music started “Another love” by Tom Odell made our eyes almost cry. And when the structure begun to bloom as a flower, revealing a forest all around, we decide that Burberry’s fashion show is our favourite show of the London Fashion Week.

E qui scatta la seconda ispirazione: Tom Odell. Scopriamo da internet che il ragazzo è un delizioso biondino londinese, ma che soprattutto sta incidendo il suo album di debutto, anticipato da un demo contenente due brani (uno dei quali è “Another love”). E se queste sono le premesse, ci aspettiamo davvero grandi cose da questo giovane talento.
(Il demo è inoltre disponibile per il DOWNLOAD GRATUITO!)

So here it is the second inspiring thing: Tom Odell. This lovely blonde boy from London is recording his first studio album, but he has already realeased a two songs demo (one is “Another love”). And we expect great things from this boy, because the demo is awesome! (You can DOWNLOAD IT FOR FREE!)

Bene, restando a Londra, precisamente a Kingston upon Thames, abbiamo scovato un duo che ama definire la propria musica “night pop”: stiamo parlando degli Alpines. Il duo, composto da Bob Matthews e Catherine Pockson, si serve di atmosfere eteree e rarefatte per creare un sound che definiremmo “statuario”. E’ una sensazione un po’ strana da descrivere: si tratta di un sound dalle proporzioni perfette e dall’aria austera. Questa sensazione è rafforzata dai videoclip evocativi e minuziosamente studiati dalla stessa Catherine Pockson in tutti i dettagli: questo perchè lei ritiene che il senso della vista dia completamento alla musica stessa. Per darvi un’idea della incredibile raffinatezza artistica degli Alpines ecco il video (nonchè la canzone) che personalmente preferiamo in assouluto.

Well, let’s remain in London, in Kingston upon Thames for exactly: we’ve discored a “night pop” band, as they defining themselves: we’re talking about the Alpines. This duo, composed by Bob Matthews and Catherine Pockson, brings us in an ethereal and aerial ambience and creates a sound that we like to call “statuesque”. It’s a weird sensation: it’s a perfectly proportionated sound full of austerity. This sensation is improved by their videoclips: Catherine Pockson herself carefully studies all the visual effects, the looks and the ambience of the videos, because she thinks that the visual part is necessary to complete the music’s effect. Here it’s our favourite video (and song) by Alpines, watch it and you’ll appreciate the gorgeousness of their art.

Siamo sicure che gli outfit della Pockson non siano passati inosservati agli occhi dei nostri lettori più fashion addicted. Se vi steste chiedendo chi si nasconda dietro questi splendidi abiti la risposta ve la diamo noi: si tratta di una designer inglese, Georgia Hardinge. Sì, qui a My_Sailor_Mood abbiamo letteralmente perso la testa per lei e per le sue stampe caleidoscopiche. Guardate un po’!

We’re sure that all the fashion addicted noticed Pockson’s outfit. If you’re wondering who made the clothes, we have the answer: it’s Georgia Hardinge, a british designer. Yes, My_Sailor_Mood is totally in love with her and her kaleidoscopic prints. Take a look!

E questo è tutto, cari amici.

And that’s all, friends.

I FEEL SO LANA

Non siamo qui per discutere sull’autenticità del fenomeno “Lana Del Rey”, sul quale, però, mi concederò di spendere qualche parola. Premesso che credo di avere una cultura musicale che personalmento reputo buona (ci tengo a specificare: personalmente!), ma soprattutto molto poco mainstream (e non per snobbismo, ma semplicemente per gusto personale), devo confessare che sul mio iPod, l’album della nostra Lana è presente in tutta la sua interezza. Sì, lei è silicone ambulante, probabilmente è anche frutto di chissà quali calcoli di marketing, ma la sua musica è suggestiva. Forse non è umanamente sostenibile ascoltare tutte le tracce di seguito senza rischiare immediata narcolessia, ma concedersi una sua canzoncina ogni tanto fa bene alla mente e al cuore. Perciò mi sento di dire che la dolce e svampita Del Rey è decisamente promossa dalla sottoscritta. Naturalmente non ho potuto fare a meno di notare che la ragazza non è solo un fenomeno musicale, ma anche una vera e propria icona di stile: inutile negare che il mix di eleganza retrò e sfrontatezza rock n’roll di Lana Del Rey abbia contagiato un mucchio di ragazze che dall’uscita di “Born to die” giocano a fare le femmes fatales dal retrogusto vagamente francese. Insomma, tra queste ragazze ci sono anche io: non ci posso fare niente, il suo fascino è innegabile. E mi piace.

Ecco quindi che vi propongo una blanda imitazione del suo look, più che altro si tratta di un esperimento di make up che vi spiegherò in poche mosse (su richiesta, potrei preparare anche un piccolo video tutorial alla Clio Makeup – con meno pretese: ehi, non sono mica una make up artist!-)

Bene, dopo aver steso fondotinta e cipria ho truccato gli occhi evidenziando la piega delle palpebre con un ombretto marrone scuro e uno grigio antracite;

ho schiarito la palpebra mobile con un ombretto bianco gesso;

ho applicato dell’ombretto nero carbone alla coda dell’occhio e all’attaccatura delle ciglia inferiori;

matita bianca nella rima inferiore e una generosa dose di eyeliner sull’occhio;

mascara intenso sopra e sotto e, assolutamente necessarie per avere l’aria da bambolona, le ciglia finte;

blush color pesca e rossetto rosso messo leggermente più fuori dal contorno delle labbra (io poi l’ho coperto con un velo di cipria per spegnerne un po’ l’effetto).

Per i capelli: riga al lato, fonata al ciuffo con una bella spazzolona rotonda (quando dico spazzolona, intendo proprio ona!) e ornamenti floreali esagerati!

Per l’abbigliamento, si consiglia di rovistare tra i pizzi della nonna.

Tutto qui, ma per ulteriori informazioni, chiedete informazioni!

Model: Ederake / Makeup: Ederake / Photography: Ederake  (sono una sorta di one-woman-band!)

Abiti: maglia oversize color cipria H&M; cerchietto con fiori neri Accessorize

I’m not gonna talking about how real is the phenomenonLana Del Rey, but I want to spend just few words about it. I think I have a pretty good musical culture (“I think” is the main part!) and generally I don’t listen to mainstream music (not because of a snob attitude, just because I like another kind of music), otherwise I must confess that I put the whole album by Lana Del Rey on my iPod. I know, she’s made of  silicone, and probably she is a marketing’s product, but I find  her music so suggestive. Maybe is not so human to listen to all the whole album in a row without falling asleep, but if you try to put on just one song, once a time, I’m sure that your mind and your heart will be pleasured. So I feel that I must say it: I definitely approve Lana Del Rey. Obviously she isn’t just a music phenomenon,  she’s also a style icon: a mix of vintage elegance and rock n’roll freshness. A lot of girls around the world try to emulate her look since “Born to die” was out in stores. Of course, I’m one of them: I can’t do anything else than appreciate her femme fatale look so french-like: she’s so fashinating. I like her.

So today I’m gonna show you a Lana Del Rey inspired look: it was a sort of make up experiment. I hope you like it (if you make requests, I’ll make a video tutorial for it!). Here there are some tips to make this look:

I used a very mat foundation and a good powder;

I put some dark brown eyeshadow inside the crease of my eyes, and then I take a second track with a dark grey eyeshadow;

then I put some white eyeshadow on the mobile lid;

intense black eyeshadow on the tag and on the lower lid;

white pencil inside lower lid and a very dramatic black track of eyeliner on the upper lid;

a lot of mascara up and down and fake lashes (they are absolutely necessary to get the doll look!);

finally I blushed my cheeks with a peach blush and put some red lipstick on my lips drowing a lip edge a little bit bigger than mine (if your lips are too red, add some powder on the lipstick).

For the hair: brush your locks with a very big brush and fix it with the hairdryer, finish your hairstyle with a gorgeous flower-full headband!

Clothes? Take a look in your grandma’s closet: lace is good!

That’s all! If you need more informations, just ask!

Model: Ederake / Makeup: Ederake / Photography: Ederake  (I know, I’m a sort of one-woman-band!)

Wearing: pale pink maxi t-shirt H&M; black flowers headband Accessorize.

LA MéCANIQUE DE PARIS

L’ultima volta che sono stata a Parigi, nel mese di Marzo, ho avuto il piacere di esplorare un lato della città che ancora non conoscevo: la Parigi notturna. Tra i vari deliziosi localetti boho chic o, come dicono i francesi bobo, uno è rimasto particolarmente nel mio cuore. Sarà stata l’irresistibile musica electropunk e new wave, saranno stati tutti quegli hipster che si dondolavano a ritmo di musica, sarà stato l’aspetto del locale, un po’ garage underground, non lo so, fatto sta che quel posto occupa sicuramente la prima posizione dei miei posti preferiti. Sto parlando de La Mécanique Ondulatoire, un rock n’ roll bar nei pressi di Bastille (qui trovate l’indirizzo MySpace: http://www.myspace.com/lamecanique ). La cosa che però più mi preme mostrarvi è il lavoro magnifico e assolutamente spettacolare dei grafici o di chiunque curi le locandine delle serate. Probabilmente a Parigi sarà piuttosto normale, ma in Italia non ho ancora visto locandine così belle e creative dal punto di vista del design grafico. Qui ve ne mostrerò alcune, ma vi invito ad andare sulla pagina Facebook de La Mécanique per poterle guardare tutte (eccola qui http://www.facebook.com/#!/pages/La-M%C3%A9canique-Ondulatoire/180056048702133 ). E ovviamente, se siete nei pressi di Parigi, vi invito a passare una serata in questo tempio delle avanguardie musicali indipendenti.

Last time I went in Paris, in March, I’ve enjoyed a city side that I didn’t know before: Paris by night. Visiting a lot of boho chic night clubs, or bobo as French people say, my heart was caught by one of them in a particular way. Maybe because of the irresistible electropunk and new wave music, maybe because of the many hipster dancing around, maybe because of the club’s underground garage’s aspect, I don’t know, but that place is on the first position in my favourite places ever. I’m talking about La Mécanique Ondulatoire, a rock n’ roll bar near Bastille (this is their MySpace page http://www.myspace.com/lamecanique ). But what I do want to show you is the gorgeous and absolutely spectacular job made by the graphic designers of the club’s flyers. Probably it’s a quite normal thing in Paris, but I’m pretty sure that I’ve never seen anything similar in Italy, such beautiful and graphically creative flyers. I’m showing you just some of them, but be sure to check out all of them on La Mécanique’s Facebook page (here there is  http://www.facebook.com/#!/pages/La-M%C3%A9canique-Ondulatoire/180056048702133 ) And, of course, if you’re in Paris, be sure to spend a night in this indipendent music’s temple.

 

 

ALL THE MUSIC HAS THE SAME SOUL

Non sono un’esperta di musica, non so suonare nessuno strumento. Ma credo di essere in grado di apprezzare la Musica. Infatti spazio da quella classica , al pop, al rock (soprattutto negli ultimi tempi). Essendo quindi un’amante della musica ho sempre denigrato i cantanti italiani perché, a parte qualche raro caso, li ritengo per la massa.

Perciò quando ho ascoltato l’interpretazione dal vivo di Lucio Dalla accompagnato dall’orchestra Mercadante , stentavo a credere che mi stesse piacendo anche quel tipo di musica. Diciamo anche che Dalla è un oratore: di poche parole, ma d’effetto. Mi ha stupito quando ha detto che tutta la musica ha la stessa anima.

E’ vero. Per me l’ascolto diventa catarsi. Immaginare, sperare. La musica è la mia salvezza. Nei momenti di tristezza mi rifugio in Nude dei Radiohead e sfogo la mia rabbia. Ho dovuto così sventolare bandiera bianca: Dalla è un Artista. Non importa il fatto che non incontri il mio gusto,ma le sue opere sono capolavori.

Non penso di riascoltare ancora sui brani, ma posso dire che per una sera Dalla ,i violini , il pianoforte mi hanno acceso il cuore e l’anima. E’ questo che la musica dovrebbe fare: scatenare una tempesta di sensazioni.

Quindi…è vero sono schizzinosa ma lo ammetto: tutta la musica ha la stessa anima.

I’m not an expert about music, I can’t play any instrument. But I believe to be able to appreciate music.In fact I sweep from classical music, to pop and rock (especially last time).Being a music lover, I’ve always denigrated italian singers, because, except for few cases, I judge them for crowd.

So when I listened to the Lucio Dalla’s live interpretation with Mercadante Orchestra, I found hard to admit that I liked that kind of music. Being onest, Dalla is also an orator:few words ,but meant for effects.He surprised me saying that all the music has the same soul.

It’s true.For me listening is cathartic. Imagining, hoping.Music is my salvation. In sadness moment I escape in Nude by Radiohead and than I poor out.So I had to surrendered: Dalla is an artist. No matter the fact that is not my taste, but his operas are masterpieces.

I don’t think I’ll listen again his song, but I can say that ,even just for a night, Dalla,the violins and the piano fired my heart and my soul.And that’s what music should do: rousing a tempest of sensations.

So,it’s true, I’m squeamish, but I admit: all the music has the same soul.