I DON’T WANT TO TALK

Let them talk!

Marilyn Minter (photographer), Regina Harris (make up artist) and some mouths (talkers).

From Green Pink Caviar by Marilyn Minter.

http://www.greenpinkcaviar.com/

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HURT ME, TYLER!

Controverso, provocatorio, eccessivo: questi sono solo alcuni degli aggettivi attribuiti a Tyler Shields.  Questo ragazzo di età assolutamente sconosciuta, è un giovane talentuoso artista americano che ha iniziato la sua carriera militando su MySpace (http://www.myspace.com/tylershields), fino a conquistare la fama tra le più giovani star della musica e delle serie TV americane più conosciute. Stiamo parlando di fotografia e di video making. Crude istantanee a tinte forti che toccano temi un po’ scabrosi (addirittura violenza, sesso, droga e rock n’roll, miei cari!), con sottile ironia, triste rassegnazione o con insensata follia. Certo è che ogni scatto, ogni fotogramma, è pervaso da sfrontata sensualità e brutale realtà. I protagonisti? Proprio loro: Kyle XY, Sylar, Marissa Cooper, i ragazzi del Glee club, Rebecca Harper, i My Chemical Romance, Claire la cheerleader che va salvata e persino Barbie. Sì il suo ultimo lavoro l’ha portato a ritrarre proprio la dolce bambolina bionda. Oh, ma scordatevi di vederla a lavoro nel suo studio veterinario, o nella sua casa di Malibu mentre prepara cocktail rigorosamente analcolici al suo amato Ken. No, no. Prendete Barbie, spogliatela di tutto tranne che dei vertiginosi tacchi, legatela con lucido nastro adesivo nero e schiaffeggiatele il bel visino: ebbene sì, Shields ha trasformato la compagna di giochi della vostra infanzia in un’audace prostituta bondage. Poi le ha fatto baciare un’altra bambola (nuda, ovviamente!), le ha fatto tirare di coca e ubriacarsi di Jack Daniels. Nel migliore dei casi ha fatto sì che non esagerasse, in altri, beh, l’ha fatta letteralmente sanguinare. Ehi, non fate quelle facce! Nessuno è perfetto. Neanche Barbie.

 

Contentious, provocative, esagerate: these are just few adjectives to describe Tyler Shields’ personality. This young man with unknown age, is an American talented artist who started his career on MySpace (http://www.myspace.com/tylershields) and became famous and acclaimed by music and series stars. I’m talking about photography and video making. Cruel shoots in bright colors about dirty arguments (yes, dears, it’s about violence, sex, drugs and rock n’roll!)painted with thin irony, sad resignation or insane madness. Every single shoot and every single photogram is extremely real but pervaded by sensuality. The protagonists? Here they are: Kyle XY, Sylar, Marissa Cooper, the Glee club; Rebecca Harper, My Chemical Romance, Claire the cheerleader that must be saved, even Barbie. Yes, his last work is about the famous sweet blonde doll. Oh, no, forget doctor Barbie and her pets. Forget Barbie and her beloved Ken drinking an alcohl-free fruit cocktail in their Malibu house. No, no. Take Barbie, undress her, don’t take off her high heels, bind her body with a vinyl black tape and slap her pretty face: oh yeah, Shields turned your favorite playfellow into an audacious bondage bitch. Then he made her kiss another girl (naked, as well!), blow cocaine, get drunk because of a bottle of Jack Daniels. At best Barbie didn’t cross the line, at worst, well, she actually bled. Ehi, don’t make it bad! Nobody’s perfect. Neither Barbie.

E’ ovvio che Shields ami provocare e ogni suo scatto ne è la prova. L’uso della luce, sempre fredda, artificiale, clinica, mette a nudo (spesso anche letteralmente, come avrete capito!) ogni umana debolezza e la trasforma in un caso da studiare distaccatamente. E’ come se lui avesse previsto la presenza dello spettatore, ma come entità superiore e lontana, non partecipe. Mette i suoi soggetti sotto un grande accecante riflettore e li fa agire con aria dispettosa, di scherno. Ma senza aspettarsi una risposta. Analogamente i suoi video, non “bucano” lo schermo, sembrano quasi dei diorami protetti da una teca di vetro. Come delle installazioni in un museo. Guardare ma non toccare. L’assenza dei dialoghi, la musica e i gesti, molto spesso ripetuti, fanno di questi video dei simboli, singole icone profane da mandare in loop, fino a ossessionare e provocare una reazione altrettanto forte da parte dello spettatore. Reazione che in qualche occasione è stata apertamente manifestata: tra i più noti lavori di Shields (ricordiamo anche il videoclip della canzone “Ride” dei Cary Brothers  http://www.youtube.com/watch?v=D3kALKf9oUY&ob=av2e), il più chiacchierato è stato sicuramente il photo shoot che vede protagonista l’attrice e ballerina Heather Morris. La ragazza viene ritratta in veste di donna picchiata, abusata e silenziosamente messa a guinzaglio da una non meglio identificata “mano”. Ovviamente questo ha non poco scandalizzato, tanto che Shields si è visto costretto a chiedere scusa pubblicamente e ha addirittura offerto alcuni di questi scatti incriminati come simboli della campagna americana contro l’abuso domestico delle donne.

 

Certainly, Shields loves to provoke with his shoots. The cold, artificial and almost clinic light shows (usually without dresses, as you notice!) every human weakness and turns it into a case to study remotely. It seems he wants a spectator, but a remote and not involved one. He puts his subjects under a huge, blinding spotlight and let them act with a spiteful attitude. But he doesn’t expect a reaction.

In the same way his videos don’t make you a part of them, they seems dioramas protected by a glass. Like art in a museum. You can watch, but you can’t touch. No dialogues, but music and repeated actions make these videos be profane icons to loop until the spectator has a strong reaction. And more than once some spectators had this kind of reaction: some Shields’ works are famous (like the official video for the song “Ride” by Cary Brothers http://www.youtube.com/watch?v=D3kALKf9oUY&ob=av2e), but the most famous of all is the Heather Morris’ (actress and dancer) photo shoot. The pictures show the girl beaten and raped by an unknown “hand”. Of course, it was so scandalous that Shields had to apologize and donate some of these pictures for the campaign against domestic abuse.

 

In una società fortemente perbenista, ma poi estremamente peccatrice, come quella americana, Shields rappresenta una valvola di sfogo e un’interessante finestra sull’inconscio umano più buio (stavo per scrivere “nascosto”, ma poi mi sono detta: andiamo, il sesso, la droga e gli eccessi sono il baluardo del nostro Paese nel mondo! Nascosto, bah, mica tanto!). E questo, malgrado la disinibizione diffusa e latente, imbarazza ancora. Shields ritrae queste scene a tinte estremamente forti e se, da un lato, l’abuso del contrasto cromatico nei suoi shooting, rappresenta una scelta tecnico-stilistica voluta, per creare quell’atmosfera asettica e plastificata, dall’altro è simbolicamente l’annientamento delle sfumature dell’essere umano. Guardando Shields non puoi soffermarti sulle mezzetinte, perché non ci sono. Devi schierarti. O con il bianco o con il nero.

 

In a fake prissy, but sinner inside, society like the American society, Shields is a sort of window open on the human darkest side (I was writing “hidden” but then I thought: c’mon, sex, drugs and excesses are our Country’s symbols in the world! So, is not that hidden!). Although a widespread disinhibition, all this stuff still embarrass people. Shields uses very bright colors to paint these scenes. Maybe the abuse of color contrast is a technical and stylistic choice for creating an aseptic and plasticized world. Maybe is for a symbolic annihilation of human being’s shades. While you’re watching a Shields’ work you don’t have to care about shades, because there aren’t. You need to rally around white or black.

 

Ti ho incuriosito? Visita il sito completo di Tyler Shields e il suo canale su YouTube:

Do you want to learn more about Tyler Shields? Check out his website and his YouTube Channel:

http://www.tylershields.com/

http://www.youtube.com/user/tylershieldsvideos