DRINK AND DO NOT OBEY

L’opera di Obey da “Ai Genovesi”, Venezia / Obey’s work at “Ai Genovesi”, Venice

Dunque, oggi vi spiegherò una cosa. Mi ritengo una persona fortunata perché vivo in una delle città più belle del mondo, Venezia. La cosa negativa è che per unapersona che vive in pianta stabile a Venezia, le cose da fare in uscita serale, dopo un po’ si esauriscono, e quindi finisci col ripetere in una sorta di loop tutte le tue esperienze, ogni sera. La cosa positiva, in questa cosa negativa, è che anche se alla fine ti ritrovi a bere uno spritz al solito baretto, quel solito baretto tende a cambiare di volta in volta. Probabilmente è perché si sente colpevole della monotonia, che poi monotonia non è, visto che i luoghi mutano. Comunque uno di questi simpatici baretti sopracitati si chiama “Ai Genovesi”: si tratta di un piccolo locale nei pressi del Mercato di Rialto che non reca alcuna insegna, ma che nell’immaginario comune è “il locale con le pareti completamente ricoperte da graffiti hearingiani” o anche “ai genovesi”. Beh, questo bar è uno dei più frequentati dagli studenti universitari, non solo perché propone uno squisito basiliquito (versione genovese del più famoso mohito, con l’ovvio scambio della menta col basilico) che d’estate si veste di succoso rosso fragola, ma anche perché è spesso scenario di simpatici eventi artistico-musicali. Oltre a vari djset che spaziano dal genere house, all’indie rock, al punk, il locale è spesso vetrina per artisti e fotografi più o meno famosi. Uno di questi, probabilmente il più degno di nota, o almeno quello che più ci si ricorda è  senza dubbio l’americano Shepard Fairey aka Obey. Probabilmente non vi dice nulla, ma mi basterà citare la sua opera più famosa per farvi capire che sto parlando dell’illustratore, graphic designer, street artist più famoso al mondo, insieme al britannico Banksy. Sto parlando del manifesto elettorale di Obama, quello rosso e blu con sotto scritte diverse, a seconda del messaggio. Sono certa che abbiate capito. In ogni caso eccolo qui. (Sì, sia Banksy che il nostro Obey sono altamente politicizzati, ma l’arte lo è sempre stata, quindi dov’è la novità?!) Nel 2009, Obey è venuto qui a Venezia e ha realizzato tre opere (legalmente, in via straordinaria!) che sono poi state battute all’asta, per raccogliere fondi per la salvaguardia dei beni artistici veneziani. Il proprietario de “Ai Genovesi” si è molto probabilmente accaparrato una delle opere, e l’ha posizionata nella saletta interna del proprio bar. Sì, so a cosa state pensando: sicuramente cozza alla grande con i graffiti di Hearings, ma che importa, è arte pura, che parla da sola, non avrebbe neanche bisogno del contesto. Obey è estremamente pop, ha bisogno di essere visto dalla gente, di non essere “intrappolato” in una galleria di nicchia, relegato ad un pubblico selezionato, Obey deve essere a contatto con la vita vera, con le chiacchiere, con la gente ubriaca e felice, o con la gente triste e solitaria. Un pubblico così è più facile incontrarlo in un bar, che in un museo, non trovate?! Ecco perché, se capitate da queste parti, vi invito a gustarvi una delle opere di Fairey, magari con un bel bicchiere di basiliquito in mano. Entrambe le cose faranno muovere gli ingranaggi del vostro cervello. Ne sono sicura.

 
Foto di apertura: Guido Vismara aka Dog
 

Well, today I’m gonna tell you something. I feel very lucky for living in a such beautiful city as Venice. The negative aspect is: when you’re stable living in this city, things to do when you go out end very soon, so you will start to do always the same things, night after night. The positive aspect in this negative aspect is: every night you will drink a spritz in the same bar, but that bar will change itself everytime. Maybe it’s because it feels guilty for offering always the same experience, even if is not always the same because it changes itself everytime. However one of these bars that I’m talking about is called “Ai Genovesi”: it’s a small place near the Rialto’s Market with no bunner outside, but it’s quite known as “the place with Hearings’ graffiti on the walls” or as “Ai Genovesi”. Well, this place is very usual for the university students, because is the house of the tasty basiliquito (a Genoa’s version of the more famous mohito, but with basil for mint) strawberry basiliquito all summer long,  and because there are a lot of artistic and musical event in it. A lot of house, indie rock, punk, and more djsets, and a lot of famous and infamous artists and photographers’ exibitions. Probably, the most important or maybe just the most famous artist that was there is the american Shepard Fairey. Maybe you don’t remember him, but I’m sure you remember this illustrator and graphic designer’s  most famous work: I’m talking about the Obama campaign’s icon, the red and blue wallet with different meaages on it. I’m sure you’ve got it. Anyway, here it is. (Yes, Obey, as the same as Banksy, is a politic street artist, but art’s always been politicized, so what’s new?!) In 2009, Obey came here in Venice and realized three works (legally, just for this time!) which were beaten at auction to raise money for venetian artistic heritage. The owner of “Ai Genovesi” bought one of these works and now he keeps it into his bar. Yes, I know, Obey’s work doesn’t match Hearings’ graffiti at all, but who cares, it’s pure art that speaks itself and doesn’t need anything to match with. Obey is so pop, he needs to be seen by everyone, by people. He doesn’t deserve to be “cought” in a gallery, seen just by selected few people. He needs to stay in touch with genuine life, with chats, with happy drunk people, or with a lonely and sad person. And you can find this kind of spectator in a bar more easily than in a museum, can’t you?! This is why, if you’re in town,  I invite you to discover Fairey’s arts, with a glass full of basiliquito in your hand. Both things will make your brain work. I’m sure about it.

Photography on top: Guido Vismara aka Dog

 

Guarda questo video: Obey parla di street art, Obama, Venezia:

Check this video out: Obey talking about street art, Obama, Venice:

http://www.youtube.com/watch?v=aV39tlmi-A4